“Vinceremo lo scudetto”, parola di Koulibaly

Il difensore senegalese, a tredici giorni dalla maledetta gara contro la Juventus, si confessa al Corriere dello Sport: passato, presente e futuro. E una promessa: "Noi ci crediamo"

0
81

A tredici giorni da quella maledetta gara dello Stadium, torna a parlare Koulibaly e lo fa a cuore aperto in un’intervista al Corriere dello Sport, toccando tantissimi temi che lo riguardano da vicino. Il primo pensiero è a quella sfida con i bianconeri, una partita praticamente ripresa per i capelli, che poi ha visto gli azzurri cadere all’ultima curva a causa di un autogol proprio del difensore senegalese. “Ne ho avuto testimonianza e ripetutamente, non solo nei momenti felici che ti regala il calcio ma anche nella quotidianità: una delle giornate dure, quella dopo l’autorete con la Juventus, me l’ha addolcita la gente. Devo dire, però, che ho già dimenticato tutto e mi sono ripreso in fretta. Con la Juventus c’è anche un ricordo bellissimo, però, quello 22 aprile con quel gol che ci ha regalato la vittoria. Ho sentito vibrare Napoli in ogni angolo del Mondo”. A proposito di Napoli, il difensore ha parole d’amore. “Napoli non ti tollera, ti ama”. E per lui che è diventato un vero idolo della piazza, grazie a prestazioni sempre più importanti che ne hanno aumentato il valore di mercato, c’è chi addirittura ha rifiutato cento milioni di euro. De Laurentiis ha rifiutato cento milioni per me? E ha fatto male…Ora sarebbe più ricco (ride, ndr). Ma ha deciso così perché mi vuole bene. Ne valgo 150? Questa è buona…Il mercato è strano, è fatto così”. Non si scompone il colosso azzurro, che parla anche dei suoi vecchi allenatori, da Benitez che lo ha scovato e portato a Napoli, fino al suo ultimo tecnico Maurizio Sarri. “Benitez è una persona straordinaria, che ha creduto in me ed ha fatto di tutto per volermi qua. Gliene sarò grato per sempre. Sapete tutti come è andata. Un giorno mi ha telefonato e mi ha detto: ciao, sono Rafa Benitez, e io ho messo giù, pensando fosse uno scherzo di un amico. E invece era proprio lui. Il primo incontro, mi lasciò senza parole, mise undici bicchieri sul tavolo e disse: noi giochiamo così, ci muoviamo così. Che matto!”. Sarri? “Mandandomi in panchina la sera in cui nacque Seni, dopo che avevo lasciato mia moglie in ospedale. Però il legame rimane: Benitez lo devi frequentare per accorgerti che può essere diverso da come lo immagini; Sarri no, lo percepisci subito”. L’ultimo passaggio è sulla vittoria del campionato. Koulibaly non ha dubbi: “Chi vincerà lo Scudetto? Il Napoli. E lo scriva. Noi ci crediamo, la sconfitta di Torino non lascia tracce. E poi il campionato è appena cominciato”.