«Virus contenibile, basta allarmismo»

Nuovi casi di contagio, parla Luigi Greco, luminare salernitano di Infettivologia: «Andate pure a mare, il Covid ucciso dagli ultravioletti. Da evitare solo le lunghe soste nei luoghi chiusi con gli estranei»

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Il virus circola, ci sono nuovi contagi, ma una cosa va detta. «Facciamola finita con questo allarmismo». Luigi Greco è uno dei più stimati infettivologi italiani. Ed è famoso anche per non avere peli sulla lingua. «Per fortuna non ci sono morti – afferma-, la stragrande maggioranza di questi soggetti infetti stanno bene. Ad indicare una situazione epidemiologica molto diversa da quella di prima».
Invece cosa sta percependo in giro?
Se io voglio convincere la popolazione che c’è ancora un virus che circola, e che questo virus può contagiarci, non dobbiamo dire che ci contagia e ci uccide. Smettiamola con l’allarmismo.
Allora come dobbiamo comportarci?
Se io vado in un bar per prendere un caffè, il caffè lo prendo, dopo mi copro la faccia e me ne vado. Ma non sto un’ora a parlare col barista o con altra gente. Il concetto che deve passare è che se io sto a casa mia con le persone che stanno con me, non c’è nessun problema. Ma se voglio vivere nella collettività, come vivevo prima, spensierato e felice, non può essere così. Non perché succeda chissà che cosa, ma perché abbiamo a che fare con un virus che rimarrà così per lunghissimo tempo.
E cosa accadrà?
Ci saranno piccoli focolai, e questi piccoli focolai vanno contenuti, facendo capire alla gente cosa è successo, questo è fondamentale. Perché poi, per qualsiasi atto quotidiano, abbiamo dei meccanismi di protezione che sono senza senso. Invece bisogna ragionare con la testa, non con la paura. Se ci mettiamo paura per ogni cosa che facciamo è assurdo, la paura è quella che ci fa fare fesserie e non ci fa ragionare.
Lei cosa suggerisce?
Noi che abbiamo questi casi sappiamo come la gente si è infettata: fondamentale è far sapere i meccanismi. Anche da parte dell’Asl, che sta facendo un lavoro di tracciamento sui positivi, cercando tutti gli altri che sono stati a contatto con loro. Nella grandissima maggioranza dei casi il contagiato non è contagiante nella misura in cui noi si pensava i primi tempi, ma in misura minore. Ed è contagiante nella misura in cui tu stai a contatto con una persona infettante in luoghi chiusi: questo è un altro concetto da far capire.
Ci faccia un esempio pratico.
Se io sto con una persona che non conosco in un luogo chiuso, che sia il parrucchiere o l’estetista, ad esempio, per un periodo di oltre 15 minuti, devo sapere che ci sono questi rischi. Quindi le cose che dobbiamo fare al chiuso, dobbiamo farle in fretta, senza stare a perdere tempo. È inutile che quando ci siano dei posti in cui è prevista l’attesa, l’attesa vada fatta secondo quelle regole che sono state previste, di distanziamento. Un’altra cosa fondamentale: all’aria aperta si può vivere. Vivete pure all’aria aperta, andate a mare.
Questo perché?
Perché i raggi ultravioletti uccidono il virus, lo sappiamo con certezza. Nell’aria si disperde. L’aria aperta è importante. Tutte le cose che sono occorse in questa piccola epidemia, sono occorse in luoghi chiusi.
Senta, alcuni esperti sostengono che il virus si è modificato. Lei cosa pensa?
Quando si dice una cosa del genere, non ci siamo proprio capiti. A priori abbiamo detto che è un virus come quello influenzale: si modifica continuamente. Ogni mille casi di questo virus, uno è diverso. Abbiamo accumulato tante di quelle fake news, per cui la gente non capisce più niente, si trova confusa tra notizie contraddittorie. Il virus si modifica, e si modifica adattandosi all’ambiente. E modificandosi può esprimere o reprimere i propri fattori di virulenza.
E adesso come si sta modificando?
Nella fattispecie si sta evidenziando un virus molto, molto più labile rispetto a quello che era prima. Anche perché molto probabilmente siamo una popolazione diversa da quella che ha passato quel guaio nel nord Italia.
Che tipo di popolazione è stata così duramente colpita?
Una popolazione essenzialmente di anziani, che viveva nel chiuso. Il 50% di quelli che sono morti erano in residenze per anziani. Rendetevi conto che tipo di vita potevano condurre in quelle residenze, in un ambiente contaminato anche dall’inquinamento. E soprattutto non eravamo preparati.
Adesso lo siamo?
Adesso tutta le gente deve sapere che siamo preparati, state tranquilli che non è un mistero quello con cui abbiamo a che fare. Abbiamo a che fare con qualcosa rispetto a cui abbiamo imparato molto, negli ultimi tempi, rispetto a prima, quando non ne sapevamo niente.
Che consiglio darebbe a tutti?
Viviamo serenamente, se non facciamo questo discorso la rovina vera non è il Covid, ma quello che stiamo combinando noi. Tutto chiuso ancora oggi, se andate in ospedale ci sono ancora vari filtri. C’è gente che dice ancora di non andare in ospedale. Ma l’ospedale non è un luogo di villeggiatura, ci vai perché è necessario. Non ha idea di quanta gente è morta perché non ha avuto possibilità di accedere in ospedale, ma non per il Covid. Quando vedo persone anziane dico di non aver paura: ci sono molte più probabilità di morire per cancro, infarto o ictus che per Covid. Invece pare che oggi in Italia l’unica causa di morte sia il Covid.
Quindi, per quanto diceva prima, in Campania e a Salerno c’è da stare abbastanza tranquilli?
Sì. C’è da stare attenti alle badanti che vengono da fuori, è un’altra linea di contagio. Quando tornano da una vacanza. Ci sono paesi che non fanno tamponi, tipo la Serbia, per motivi turistici. In modo che non si sappia quanti ce ne sono. Quindi, non andate in vacanza in questi posti.
Un’ultima cosa: la risposta del nostro servizio sanitario com’è, ora?
La cosa assurda è che mentre prima ricoveravamo solo i malati gravi, quelli con polmonite, adesso ricoveriamo pure quelli sani, per tenerli isolati. Spero non si debba arrivare a questo: che l’ospedale debba servire per ricoverare gente che sta bene, solo per tenerla isolata. Abbiamo speso tanti soldi per gli ospedali Covid, che grazie al cielo non ci servono, perché la maggioranza di quelli che sono affetti da Covid non hanno condizioni che richiedono un’ospedalizzazione.

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)