Why Not, la Cassazione dà torto a de Magistris

La Cassazione annulla senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno, che dichiarava prescritti i reati di abuso d’ufficio contestati ai magistrati che avevano avocato le inchieste all’allora pm di Catanzaro. Rissa a distanza tra gli antagonisti

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Il sindaco di Napoli ed ex magistrato Luigi de Magistris

In principio fu “la guerra tra le procure”, Salerno e Catanzaro l’un contro l’altra armate. E nel 2008 furono ordinati perquisizioni e sequestri negli uffici giudiziari calabresi, dopo le denunce presentate dall’ex pm Luigi de Magistris, secondo cui gli erano state sottratte illegittimamente le inchieste Why Not e Poseidone. Ora la Cassazione ha messo la parola fine ad una vicenda lunga quasi 12 anni. E ha assolto nel merito gli imputati del processo originato dalle avocazioni di quelle indagini. La sentenza, però, non cancella rancori ormai sedimentati, ed è rissa a distanza tra il sindaco di Napoli e alcuni di quei protagonisti. La sesta sezione penale ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno, che dichiarava prescritti i reati di abuso d’ufficio contestati all’ex procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone, e all’avvocato generale Dolcino Favi, i magistrati che avevano avocato le inchieste di de Magistris. La pronuncia riguarda anche l’ex senatore forzista Giancarlo Pittelli, il procuratore di Catanzaro, Mariano Lombardi – nel frattempo deceduto – e l’imprenditore Antonio Saladino: sono “assolti – si legge in una nota- per insussistenza del fatto, così come avvenuto in primo grado”. Resta quindi valida la sentenza del tribunale di Salerno, che aveva assolto i due magistrati catanzaresi, legittimando i provvedimenti adottati. Una decisione riformata dalla Corte d’appello di Salerno, in accoglimento del ricorso della parte civile de Magistris: i giudici di secondo grado sostenevano l’esistenza di un abuso d’ufficio, ormai prescritto.

Lo scontro a distanza. A sentenza resa pubblica, gli imputati attaccano l’ex pm di Catanzato. “Tutte le mistificazioni, le bugie, le cattiverie sono finite – afferma Salvatore Murone-. L’assoluzione del primo grado è stata ribadita ieri a dimostrazione che le vicende successe al signor de Magistris non sono il frutto di congiure e complotti ma solo il suo modo di fare il pubblico ministero già stigmatizzato dai provvedimenti di carriera che lo hanno colpito, portandolo fuori dalla magistratura”. Murone parla della decisione come di “un risarcimento per l’indegna campagna mediatica nei miei confronti e nei confronti dei miei coimputati tutti assolti”. E attacca anche i media: la vicenda “segnò uno dei punti più bassi della categoria dei giornalisti, tutti schierati indistintamente a favore di questo signore. Venimmo linciati per mesi in tv e sui giornali, venimmo additati come la peggiore espressione della magistratura, non riuscimmo, tranne rarissime eccezioni a rispondere mediaticamente ad una macellerie che ha distrutto la nostra onorabilità, le nostre carriere, le nostre famiglie”. Per l’ex procuratore aggiunto “sono comprovati dai fatti e dagli atti i rapporti di de Magistris con i giornalisti, centinaia sono state le fughe di notizie su cui nessuno ha mai fatto luce, se non è stato l’ex pm ancora mi chiedo chi fu a violare continuamente il segreto istruttorio”.  Pittelli parla di un complotto inesistente che ha provocato un terremoto giudiziario fondato sul nulla, che ha provocato dolore e diffamazione e sul quale è stata costruita una inimmaginabile carriera politica”.
Ma non tarda il commento del sindaco di Napoli. “La storia non può essere cambiata – afferma-, qualunque sia la motivazione della Cassazione”. Per l’ex pm “Il fatto storico è ricostruito in via definitiva, perché la Cassazione non può entrare nel fatto, quindi la sentenza della Corte d’Appello di Salerno in cui si parla di condotte, seppur prescritte, di abuso d’ufficio, quindi di sottrazioni illecite delle inchieste Why not e Poseidone, al fine di danneggiarmi e avvantaggiare gli indagati è un fatto storico acclarato”. “Ci possono essere tante ragioni – argomenta – per l’annullamento, la Cassazione potrebbe anche ritenere che non erano necessarie determinate statuizioni della Corte d’Appello e che quindi io mi posso avvalere nelle sedi civili, perché ricordiamo che la Procura generale non impugnò, siamo stati solo noi a impugnare. Quindi potrebbe anche ritenere che l’annullamento riguarda solo gli aspetti e gli effetti civili, oppure potrebbe essere un annullamento per un mero cavillo formale. Stiamo parlando di fatti di legittimità e non di merito”. De Magistris bacchetta le “dichiarazioni molto affrettate da parte degli imputati senza ancora leggere la motivazione, però ci sono alcune cose chiare dalle quali non si può scappare”. In poche parole “la storia è questa, per il resto – chiosa il sindaco – dicessero quello che vogliono: da una parte ci sono le persone perbene, dall’altra le persone che hanno commesso fatti molto gravi”.
A de Magistris controreplicano gli antagonisti. Pittelli: “La mistificazione e la menzogna vengono scoperte! E’ solo questione di tempo”. Saladino: “De Magistris ancora parla? Ha tentato in tutti i modi di ottenere da me risarcimenti civili nonostante le assoluzioni, e non ci è riuscito. Adesso si goda questo insuccesso clamoroso e rifletta, quanta gente ha sofferto ingiustamente”.