Zona gialla, De Luca grande fratello

Oggi nuovo allentamento delle misure. Banco di prova per commercio e prime due classi delle elementari. Ma il presidente emana un occhiuto richiamo alle misure già in vigore

0
234

Non è un’ordinanza, ma un’occhiuta raccomandazione. Se vogliamo, è un avvertimento protocollato, rammentando le sanzioni ai trasgressori. La Campania oggi torna in zona gialla, e alla vigilia De Luca emana un “Richiamo all’osservanza delle disposizioni di sicurezza vigenti”. Casomai qualcuno – complice l’insolito allentamento – si volesse rilassare troppo, e dimenticasse i dpcm. Destinatarie sono le attività commerciali e di ristorazione, ma anche le scuole. Agli istituti scolastici si ricorda «il divieto di svolgimento di eventi in presenza, con particolare riferimento agli “Open day”». Ossia, le giornate di orientamento, per la scelta della scuola: quest’anno vanno tenute rigorosamente online. Nell’atto del governatore, c’è anzitutto un richiamo. Agli «esercenti ed utenti dei servizi ed attività commerciali – si legge – al rispetto delle fondamentali e generali norme di prevenzione sanitaria consistenti nel distanziamento fisico, nel corretto e continuo utilizzo della mascherina e nell’igiene costante ed accurata delle mani, e alla stretta osservanza di ogni ulteriore comportamento di massima prudenza e responsabilità». Poi, agli eventuali smemorati, si ribadiscono gli obblighi. «Per tutti gli esercizi commerciali – riepiloga il “richiamo”-, di esporre all’esterno del locale in maniera visibile il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente, sulla base dei vigenti protocolli di settore e Linee guida, e di rispettare detto numero massimo; che il consumo ai tavoli è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; che, per pub, trattorie, pizzerie, vinerie, è fatto obbligo, tra l’altro: a) di indentificare almeno un soggetto per tavolo o per gruppo di avventori attraverso la rilevazione e conservazione dei dati di idoneo documento di identità; b) di rilevare la temperatura corporea all’ingresso, impedendo l’accesso in caso di temperatura uguale o superiore a 37,5 °C; che lo stesso Protocollo prevede, inoltre, “che il cliente potrà togliere la mascherina solo quando seduto al tavolo. In qualunque altra condizione di presenza nel locale dovrà indossare la mascherina”». E inoltre, non suoni pleonastico l’invito alle «Forze dell’Ordine ad intensificare i controlli sull’osservanza di tutte le misure sopra richiamate e delle altre vigenti, a tutela della salute pubblica». Ed anche – ma questo è implicito – al mantra deluchiano del «rigore».
I commercianti. Confesercenti Campania e Fiepet si dichiarano soddifatte delle decisioni della Regione, ma si avverte una preoccupazione. «È un segnale di fiducia importante in continuità con le ultime decisioni assunte – afferma una nota-, e che va nella direzione da noi sperata. Condividiamo anche il richiamo fatto dalla Regione Campania all’osservanza delle disposizioni di sicurezza vigenti per l’esercizio delle attività commerciali e di ristorazione. L’auspicio, tuttavia, è che i controlli non si accaniscano sul mondo delle imprese che già sono in grandissima difficoltà». Chiaro anche il messaggio di Aldo Severino, presidente vicario di Confesercenti Salerno, nonché al vertice della delegazione di Angri dell’associazione. «In questi giorni – racconta – ho evidenziato un problema molto importante, ovviamente c’è sempre chi non rispetta le regole. Come quando in strada troviamo gente che non indossa la mascherina o non la indossa correttamente. Anche tra i commercianti c’è chi ogni tanto, per aggirare l’ostacolo, si comporta in una maniera non troppo legale. È capitato anche di vedere aperte delle attività commerciali che invece dovevano restare chiuse, rischiando ovviamente il contagio di chi ci lavora e degli avventori. Così magari può esserci chi non rispetta il limite di persone per ogni locale. Bene fa il governatore De Luca a dare questi dettami, perché c’è sempre chi cerca di aggirare gli ostacoli». Per il resto, c’è clima di attesa. «Noi commercianti siamo nati pronti, perché – aggiunge Severino – vogliamo lavorare. Del resto, abbiamo sempre detto che nei nostri locali non c’è mai stato il rischio reale del contagio. Il contagio viene da altre situazioni, sono stati davvero sparuti gli episodi nelle attività commerciali. Il segnale importante è entrare nella zona gialla, credo sia molto positivo».
Il mondo della scuola. Assai meno pacificato è il mondo della scuola. «Il problema non sono gli open day – commenta Teresa Vicidomini del coordinamento Scuole Aperte di Salerno-, il fatto è che i ragazzi devono tornare in classe a fare lezione. Perché siamo in una situazione difficile da sostenere, hanno perso già troppo». Anche oggi è previsto un’iniziativa No Dad: alcuni docenti, in piazza San Francesco, si collegheranno all’aperto, per l’ormai consueta didattica a distanza. Un segnale «per tenere viva l’attenzione sul fatto che – spiega Vicidomini – le scuole non sono ancora aperte, tranne il ritorno domani (oggi, ndr) di prima e seconda elementare. Mentre nelle altre regioni discutono per far tornare in classe le superiori, in Campania dobbiamo ancora lottare per far rientrare chi, in quelle regioni, a scuola ci va già. La situazione da noi è drammatica». Ma c’è altro. «Quello che vorrei denunciare è – sottolinea Vicidomini – che questi dati sulla pandemia noi non ce li abbiamo. La Regione parte da una affermazione che è solo sua, sull’aumento dei contagi e sul pericolo delle riaperture. Noi di questi dati non abbiamo nessuna contezza, e tra l’altro la domanda che io porrei sempre è: perché nelle altre regioni la scuola primaria è sempre aperta?».

(Dal Quotidiano del Sud di Salerno-L’ALTRAVOCE della tua Città)

Gianmaria Roberti

Gianmaria Roberti

Gianmaria Roberti

Latest posts by Gianmaria Roberti (see all)