Zona rossa Vesuvio, condoni col tandem De Luca-FI

Via libera alla norma che sblocca le pratiche per le sanatorie del 1985 e del 1994. Il governatore va a sedersi tra i banchi del centrodestra, che vota l'emendamento e puntella la maggioranza. Il M5s: «Legge incostituzionale»

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Il consiglio regionale approva la sblocca sanatorie, per gli abusi edilizi nella zona rossa del Vesuvio. E in nome del condono De Luca abbraccia il centrodestra, da sempre per il blocco alle demolizioni. Emblematica la scena in aula, durante la discussione. Il governatore raggiunge i banchi di Forza Italia, in pieno relax, tra sorrisi e sguardi distesi. I forzisti si astengono sul testo finale, dopo l’ok agli emendamenti sul condono. Ma solo perché la disposizione è in un testo sulla riduzione della plastica monouso. Un testo ambientalista, ma con la sorpresa della sanatoria edilizia. La norma è interpretativa, e dà il via libera ai comuni: potranno esaminare le pratiche di condono per civile abitazione, presentate in base alle leggi del 1985 e del 1984. Vota contro il M5s. «Con l’approvazione della norma che dà il via libera alle pratiche di sanatoria edilizia in piena zona rossa – afferma il consigliere pentastellato Vincenzo Viglione – De Luca e la sua maggioranza hanno messo il sigillo in calce a un testo zeppo di illegittimità costituzionali. Un testo in evidente contrasto con una sentenza del Consiglio di Stato, che stabilisce che nella zona rossa del Vesuvio non è possibile edificare. La stessa sentenza stabilisce che non è possibile condonare immobili, anche se realizzati in epoca antecedente all’apposizione del vincolo, che siano concretamente in contrasto col vincolo di inedificabilità assoluta posto per la zona rossa dalle norme nazionali del 1985 e da quelle regionali definite dalla legge 21 del 2003». I grillini pronosticano il niet della Soprintendenza, i cui pareri potrebbero fermare ancora i sindaci. Esulta, invece, il Pd. «I cittadini della zona rossa del Vesuvio  – dichiara il capogruppo dem Mario Casillo – riacquistano un loro diritto. Grazie al voto favorevole dell’emendamento presentato dal Partito Democratico sosteniamo da un lato i Comuni nella corretta interpretazione della norma e dall’altro i cittadini che non debbono vedersi negati i permessi a costruire in sanatoria, già avviati. Cittadini che pur avendo pagato, fino ad ora, non hanno mai visto esaminate le pratiche». Il capogruppo di Fi, Armando Cesaro, però non rinuncia a pungere. «Ancora una volta – sostiene-, persino in presenza di impegni ufficialmente assunti con i sindaci del Vesuviano, il solito centrosinistra si defila: se oggi il Consiglio regionale è riuscito ad approvare una norma di chiarezza, lo si deve solo al nostro impegno, visto che come al solito la maggioranza non aveva i numeri per approvarla».